A cosa è dovuta la perdita di trucioli da un tetto in legno lamellare? Come si può evitare l'attacco da funghi?

anonimo: A luglio del 2014 mi è stato montato un tetto ventilato in legno lamellare trattato.
A maggio sono comparsi sul pavimento dei trucioli di legno, abbiamo avvistato formiche e utilizzato esche e bombole autosvuotanti.
La scorsa settimana tra perline e due travi sono comparsi due funghi.
Possibile che, essendo un corridoio senza finestre, il livello di umidità favorisca la comparsa di funghi o ci dev'essere uno spandimento ?

ultimo aggiornamento
04.07.2016 (14.06.2016)
Nr.: 17434

Categoria: Durabilità

Risposta team esperti Ing. Massimo Del Senno:

La presenza di “trucioli” dopo meno di un anno dalla posa in opera farebbe escludere l’ipotesi di un attacco di cerambicidi (capricorno) o anobidi, il cui ciclo di vita è dell’ordine di un anno  o più, inoltre lo sfarfallamento di solito ha luogo dopo l’inizio dell’estate. Premesso questo sarebbe stato il caso di fare esaminare i “trucioli” da un esperto che da essi poteva risalire alla specie responsablile dell’eventuale attacco. Se sono state osservate delle formiche queste possono essere nocive solo se si tratta di specie del genere Camponotus, facilmente identificabili per le maggiori dimensioni. Anche in questo caso si sconsiglia il ricorso ad interventi “fai da te”.

Anche per quanto riguarda la presenza di corpi fruttiferi di funghi vale il criterio di affidare ad un esperto l’identificazione delle specie per verificarne la pericolosità. Per lo sviluppo di funghi è necessario che il legno abbia un’umidità superiore al 20 %, che può essere determinata non solo da infiltrazioni d’acqua (per esempio per difetti di tenuta della copertura), ma anche dal clima (combinazione umidità relativa temperatura) dell’ambiente. Occorre verificare quindi prima di tutto l’umidità del legno (può bastare l’impiego di igrometri elettrici senza dover ricorrere a prelievi di campioni, se il risultato è positivo allora bisogna misurare temperatura e umidità relativa dell’ambiente, e controllare la presenza di eventuali infiltrazioni (o di risalite capillari). Nel primo caso bisognerà migliorare le condizioni di ventilazione dell’ambiente, nel secondo mettere in atto gli interventi di risanamento necessari. Va tenuto presente che un trattamento a pennello o a spruzzo sul materiale in opera ha efficacia limitata, in pratica, alla sola superficie.


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