Come intervenire su un pacchetto di copertura dove abbiamo riscontrato perdite d'acqua dal soffitto.

Giorgio Podestà, other (Ingegnere: elettrico): Con la presente sono a richiede la vostra opinione sul presente pacchetto di copertura dove abbiamo riscontrato perdite d'acqua dal soffitto.

Il pacchetto di copertura è così composto (dall'interno verso l'esterno):
1. struttura portante il legno lamellare (travi e travetti);
2. perlinato di 2 centimetri;
3. freno al vapore (non conosco l'sd) ma sul contratto del costruttore è indicato: telo impermeabile e traspirante, antistrappo non saldato [Sd ca 3 m], la marca è Sarnavap;
4. doppio stato di isolante "Pannello rigido portante ij lana di roccia" spessore 8+8, densità  150 kg/m2, modello Tervol dell'azienda Termolan(dimensioni delle lastre L1xL2xspessore = 600x1000x80 mm) Rd = 2 m2*K/W, lamda-d= 0,040 W/(m*K).
5. doppio strato di listoni in abete di sezione 6x8 cm incrociati ed internposti ai pannelli di lana di roccia (il primo strato quello piö vicino alle perline è posto con direzione ortogonale alla direttrice di falda, il secondo strato, invece, è posto logitudinalmente alla falda);
6. pannello tecnico (scaglie di legno incollate) a chiusura del pacchetto di isolamento;
7. secondo telo impermeabile identico al freno al vapore precedente (Sarnavap). Qui il costruttore non ha rispettato il prodotto a contratto che era indicato come: telo impermeabile aperto alla diffusione del vapore acqueo (sd ca. 0,02 m);
8. caldana in calcestruzzo spessore 5 cm con rete elettrosaldata e Ds= 2500 kg/m3; utilizzata come elemento di aumento della massa per aumentare lo sfasamento estivo;
9. guaina ardesiata impermeabilizzante;
10. tegole in cemento posate sopra la guaina impermeabilizzante e fermate con il cemento ogni 3 file.

Il tetto è privo di camera di ventilazione e di gronda. Tutti e 4 i lati perimetrali dell'edificio sono sopraelevati rispetto alla direttrice delle tegole di 30 cm circa.
Pertanto la copertura risulta incassata nella muratura perimetrale come una terrazza.
La copertura è a 2 falde semplici e la presenza di acqua dal soffitto è stata rilevata in corrispondenza dell'interno delle 2 pareti di tamponamento di fine falda.
Abbiamo scoperchiato il tetto per vedere se Vi era presenza di infiltrazioni ma così non è stato, anzi nel togliere man mano i vari strati abbiamo notato che:
- la caldana in calcestruzzo era asciutta;
- il doppio strato di lana di roccia era invece umida (lo strato piö interno era + umido di quello piö esterno);
- il freno al vapore appoggiato sopra le perline nella parte esterna era molto bagnato e così anche i travetti in legno posti tra i pannelli di isolante;
- l'acqua ha trapassato il freno al vapore nei buchi generati dai chiodi con cui i listelli interposti all'isolante sono stati fissati ai travetti della struttura sottostante.
- l'isolante è umido sia in corrispondenza del colmo che in corrispondenza del limite piö basso della falda.

Il tetto è stato eseguito nel mese di ottobre 2008 e durante la posa di tutti gli strati non ha mai subito intemperie.
Il fenomeno di è manifestato ad aprile e l'abitazione ancora in fase di costruzione non è mai stata riscaldata e nemmeno chiusa con serramenti.
Il fenomeno inizialmente è stato scambiato per infiltrazione perchè le macchie di umidità  sulle pareti perimetrali sono emerse in cocomitanza con le prime pioggie primaverile e tutt'ora in estate riemergono quando piove.

ultimo aggiornamento
05.11.2015 (13.07.2009)
Nr.: 9209


Risposta team esperti Günther Gantioler:

Anche se l'appartamento sottostante non è mai stato abitato e chiuso da infissi, riteniamo che le macchie siano dovute all'umidità  di cantiere, associata a quella atmosferica. Quello che sembra dalla sua descrizione, è che il vapore attraversi il perlinato, il telo, il coibente, e che poi non riesca piö ad uscire e superare gli strati composti da OSB – Freno vapore – calcestruzzo. Anche il luogo della formazione della condensa lascia intendere questo: in prossimità  del colmo, dove la spinta è piö forte, e sulla linea di gronda, dove probabilmente l'acqua che gocciola s'accumula. La nostra opinione è che quanto posato al di sopra dello strato isolante in lana di roccia, non sia corretto, in particolare il posizionamento di una soletta di calcestruzzo in quella posizione nella stratigrafia è secondo noi poco funzionale, così come lo è la mancanza di uno strato di ventilazione che asciughi l'umidità  residua. Le due soluzioni che proponiamo per risolvere definitivamente il problema, purtroppo non sono semplici:

  • applicare una barriera vapore (sd >200 m) all'interno, facendo bene attenzione a non lasciare fughe e facendo il giro tutt'attorno alla travi. Questo intervento pero, puo essere eseguito solo dopo che tutto il coibente sia completamente asciugato. Per raggiungere lo scopo è necessario riscaldare il tetto dall'esterno in modo da spingere il vapore a fare il percorso inverso a quello lo ha portato lì. Inoltre l'applicazione di una barriera vapore dall'interno comporta la perdita dell'estetica del rivestimento a vista, che viene infatti coperto dalla barriera stessa, e quindi dev'essere rifatto.
  • Rimuovere le tegole, la guaina, la soletta in calcestruzzo, e il freno vapore sd=3 metri, andandolo a sostituire con uno impermeabile piö traspirante, sd = 0,1m. Applicare poi una listellatura di ventilazione, garantendo l'ingresso dell'aria dalla linea di gronda, e l'uscita dal colmo ventilato. Coprire il tutto con del tavolato, eventualmente una guaina, e successivamente con le tegole, lasciando proprio perdere la soletta in calcestruzzo, che puo essere rimossa dalla stratigrafia.

La mia domanda alla redazione...

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