E' possibile che in una copertura in legno lamellare appena installata, siano presenti delle crepe tra le varie 'lamelle'?

anonimo: E' possibile che in una copertura in legno lamellare appena installata, siano presenti delle crepe tra le varie 'lamelle'? C'è una normativa che definisce la qualità  del legno a seconda dei nodi (con relativi fori anche di diametro di un centimetro) sulle assi di copertura a vista? Possono essere presenti anche delle giunzioni nei travetti laterali? Per tutti questi motivi posso avviare una contestazione?

salvatore Greco, RC (Ingegnere): Ho progettato una struttura in legno lamellare con travi GL28h per le arcate e GL24h per i collegamenti. Oggi è arrivata in cantiere la struttura ed è iniziato il montaggio. L'aspetto estetico non è gradevole, soprattutto per la presenza di numerosissimi nodi ed altre imperfezioni. La fornitura è munita di marcatura CE. Da informazioni assunte sembra che la lettera "h" nella sigla sta per omogeneo. Mi dicono che di solito il GLh è appunto piö omogeneo e con pochi nodi, mentre il GL ha piö nodi. Immagino si tratti di un diverso grado di rigore nella scelta dei componenti da utilizzare per le lamelle. Esiste un modo per fare un distinguo fondato tra il GL ed il GLh da un punto di vista visivo? Vorrei sapere se ci sono gli estremi per contestare la fornitura che davvero non è gradevole e (mi lascia anche qualche dubbio sulle caratteristiche meccaniche, nonostante il marchio CE).

ultimo aggiornamento
30.09.2014 (20.09.2013)
Nr.: 15206


Risposta team esperti Marco Luchetti:

Al fine di valutare l’entità  delle fessurazioni descritte sarebbe senza dubbio indispensabile eseguire un sopralluogo in situ per poter valutare l’entità  delle stesse. 

Per quanto riguarda i nodi (o difetti ad essi assimilabili) qualora le singole tavole siano oggetto di una classificazione a vista secondo la resistenza, il documento di riferimento è la DIN 4074-1.

A tal proposito, riporto di seguito le casistiche di riferimento come da documento normativo sopra citato.

Casistica 1: Nodo di spigolo: la parte di un nodo di spigolo visibile su una faccia interna (rivolta verso il midollo) (a1 in Figura 1) è trascurabile se il rapporto fra la misura (a2)della porzione di nodo presente sul bordo e l’altezza del bordo non supera il valore riportato in tabella 1 per il nodo singolo.

Casistica 2: Nel caso di nodi che intersecano il bordo bisogna inoltre calcolare su quale percentuale della larghezza della tavola si estendono (vedi Figura 2 e Figura 3).

Come parametri della classificazione si deve considerare:

Nodo singolo: la nodosità  A si calcola come somma delle misure a dei nodi determinate secondo quanto previsto sopra su tutte le facce su cui è presente il nodo, divisa per il doppio della misura della larghezza b (vedi figura 4).

Raggruppamento di nodi: la nodosità  A si calcola come somma delle misure a dei nodi su tutte le sezioni che si trovano in prevalenza all’interno di un tratto della lunghezza di 150 mm, divisa per il doppio della misura della larghezza b (vedi Figura 5). Le misure dei nodi che si sovrappongono vanno considerate una sola volta.

Nodi sul bordo : nel caso dei nodi sul bordo un ulteriore parametro di classificazione è il valore del rapporto tra la somma delle proiezioni della lunghezza dei nodi sulla faccia (n. d. t. lato largo) e la misura della lunghezza. (vedi Figura 6 e Figura 7).

In figura 8 si riporta la tolleranza come da norma armonizzata di riferimento per quanto riguarda la distanza dei nodi dal giunto.

Infine per quanto riguarda le tolleranze e la relativa attribuzione alle categorie visuali e classi di resistenza si riporta a lato il seguente prospetto.


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