Ho il permesso di ampliare il sottotetto di una villetta bifamiliare in zona sismica 4: è obbligatoria la costruzione di un cordolo a sostegno di un tetto in legno lamellare?

anonimo: Ho il permesso di ampliare il sottotetto di una villetta bifamiliare in zona sismica 4: è obbligatoria la costruzione di un cordolo a sostegno di un tetto in legno lamellare?

ultimo aggiornamento
10.10.2014 (30.04.2012)
Nr.: 13959


Risposta team esperti Ing. Roberto Tomasi:

Negli edifici in muratura i cordoli in sommità  possono essere utili per il collegamento delle pareti e per la trasmissione delle forze orizzontali. Tuttavia la normativa non ha un approccio prescrittivo circa l'esecuzione dei cordoli in sommità , ma, nel caso degli interventi su edifici esistenti, da indicazioni che possono essere utili al fine di operare le opportune scelte progettuali.

A tal proposito si riporta un estratto del punto C.8A.5. CRITERI PER GLI INTERVENTI DI CONSOLIDAMENTO DI EDIFICI IN MURATURA della Circolare 2 febbraio 2009, n. 617 - Istruzioni per l’applicazione delle »Nuove norme tecniche
per le costruzioni« di cui al D.M. 14 gennaio 2008:

"Cordoli in sommità  alla muratura possono costituire una soluzione efficace per collegare le pareti, in una zona dove la muratura è meno coesa a causa del limitato livello di compressione, e per migliorare l’interazione con la copertura; va invece evitata l’esecuzione di cordolature ai livelli intermedi, eseguite nello spessore della parete (specie se di muratura in pietrame), dati gli effetti negativi che le aperture in breccia producono nella distribuzione delle sollecitazioni sui paramenti [...]."

La normativa da quindi delle valutazioni sull'efficacia di diverse tipologie di cordoli realizzati in muratura armata, in acciaio e in cemento armato.

I cordoli realizzati in c.a. possono essere ritenuti efficaci "solo se di altezza limitata, per evitare eccessivi appesantimenti ed irrigidimenti, che si sono dimostrati dannosi in quanto producono elevate sollecitazioni tangenziali tra cordolo e muratura, con conseguenti scorrimenti e disgregazione di quest’ultima. In particolare, tali effetti si sono manifestati nei casi in cui anche la struttura di copertura era stata irrigidita ed appesantita. Nel caso di cordolo in c.a. è in genere opportuno un consolidamento della muratura in prossimità  dello stesso, in quanto comunque è diversa la rigidezza dei due elementi. Il collegamento tra cordolo e muratura puo essere migliorato tramite perfori armati, alle condizioni già  illustrate in precedenza."

Si riprende inoltre quanto riportato nella direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri 9 febbraio 2011 Valutazione e riduzione del rischio sismico del patrimonio culturale con riferimento alle Norme tecniche per le costruzioni di cui al D.M. 14/01/2008.

"6.3.5 Interventi in copertura

E' in linea generale opportuno il mantenimento dei tetti in legno, in quanto capaci di limitare le masse nella parte piö alta dell'edificio e di garantire un’elasticità  simile a quella della compagine muraria sottostante. In generale, vanno il piö possibile sviluppati i collegamenti e le connessioni reciproche tra la parte terminale della muratura e le orditure e gli impalcati del tetto, ricercando le configurazioni e le tecniche compatibili con le diverse culture costruttive locali. Oltre al collegamento con capochiave metallico, che impedisce la traslazione, si possono realizzare cordoli-tirante in legno o in metallo opportunamente connessi sia alle murature sia alle orditure in legno del tetto (cuffie metalliche), a formare al tempo stesso un elemento di connessione sul bordo superiore delle murature ed un elemento di ripartizione dei carichi concentrati delle orditure del tetto. Vanno in generale evitati i cordoli in cemento armato di elevato spessore, per la diversa rigidezza che essi introducono nel sistema e per l’impatto che producono. Essi possono essere utilizzati solo quando non alterino la situazione statica della muratura e ne sia dimostrata chiaramente l’efficacia, coerentemente con quanto già  indicato al punto 6.2.1. Ove i tetti presentino orditure spingenti, come nel caso di puntoni inclinati privi di semicatene in piano, la spinta deve essere compensata. Nel caso delle capriate, deve essere presente un buon collegamento nei nodi, necessario ad evitare scorrimenti e distacchi in presenza di azioni orizzontali. Questo puo essere migliorato con piastre e barre metalliche o con altri materiali (ad esempio fibrorinforzati). Possono essere introdotte forme di parziale irrigidimento delle falde, ad esempio per mezzo di tavolati sovrapposti e incrociati a quelli esistenti, con opportuni collegamenti ai bordi della muratura, o tramite controventi posti all’intradosso, realizzati con semplici catene metalliche."


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