Mi potreste stilare una classifica (dal più pregiato a quello meno) dei vari tipi di legno utilizzati per la costruzione di mobili e giocattoli?

Laura Caselli, MO (Studente): Mi potreste stilare una classifica (dal più pregiato a quello meno) dei vari tipi di legno utilizzati per la costruzione di mobili e giocattoli?

ultimo aggiornamento
04.12.2014 (20.10.2014)
Nr.: 15878

Categoria: Specie legnose

Risposta team esperti Ing. Massimo Del Senno:

Bisognerebbe chiarire quali mobili e quali giocattoli. Non si vuole fare dell’ironia: nel corso degli anni la tipologia dei mobili proposti (o richiesti?) ha subito importantissime variazioni, che si sono ripercosse sulle specie legnose da utilizzare nella loro realizzazione. Per quanto riguarda i giocattoli, a parte lo scarso spazio che rimane a questo settore merceologico (tra le cause la non concorrenzialità nei confronto degli omologhi in resine sintetiche), va considerato se l’oggetto da realizzare sarà o meno caratterizzato da elementi mobili, al di là di un semplice sistema di ruote. 

Nella tradizione mobiliera artigianale, a parte i mobili oggi definiti come “arte povera” “rustici” e così via, caratterizzati dall’impiego quasi esclusivo di legno di conifera, caratterizzato da larga disponibilità a basso costo (fatta eccezione, forse, per il Cirmolo (Pino cembro), e dalla facile lavorabilità, tra le specie europee quella “da mobili” per eccellenza è senz’altro il noce (Juglans regia), poi, a seconda dell’area geografica e delle tradizioni, erano impiegati il Ciliegio (Prunus avium) o Quece (Farnia Quercus robur o Rovere, Quercus petraea), anche se, per esempio, in Italia l’uso di queste specie nella produzione di mobili è marginale. Altre specie popolari nella realizzazione di mobili di un certo pregio quando si volessero colori chiari sono l’Acero (Acer pseudoplatanus) e il Frassino (Fraxinus excelsior). In parallelo, per così dire, esiste una tradizione consolidata per l’uso di specie esotiche nella realizzazione di mobili di pregio, in generale si parla di Mogani, anche se la disponibilità di Mogano “vero” (Swietenia mahagoni L., Jaq., S. macrophylla King, S. humilis  Zucc. provenienti dal centro America) è assai ridotta al punto che da qualche anno il CITES è riuscito a far includere il Mogano (vero) nell'appendice II che ne regola il commercio in base a precisi parametri di sostenibilità ambientale. Dato che la caratteristica estetica più evidente, accanto al bel colore rosso bruno, è la presenza dell’effetto di “rigatino” (sottili e regolari striatura sulle sezioni radiali dovute alla fibratura inclinata in modo opposto nei vari anni), sono commerciati come “Mogani d’Africa” legni di altre specie (appartenenti addirittura a generi diversi) che, oltre ad analoghe (anche se non identiche) caratteristiche di massa volumica e comportamento agli attacchi biologici. Di seguito si riporta una tabella comparativa

 

 

Khaya

Entandrophragma

Swietenia

Proprietà

senegalensis (Acajou cailcedrat)

ivoriensis (Acajou d’Afrique)

cilindricum (Sapelli)

candollei (Kossipo)

utile (Sipo)

angolense (Tiama)

macrophylla (Mogano) (“vero”)

Massa volumica g/cm3(*)

0,78

0,57

0,69

0,69

0,62

0,55

0,60

Durezza Monin(*)

5,9

2,5

4,2

3,3

3,0

2,2

3,4

Ritiro tangenziale %

5,6

3,7

7,2

6,7

6,4

8,0

3,7

Ritiro radiale %

4,9

0,8

5,0

4,8

4,6

4,6

2,6

Stabilità

S

MS

MS

S

MS/S

MS/S

S

Resistenza a flessione MPa(*)

86

77

102

87

91

80

85

Modulo di elasticità MPa(*)

11650

11820

13960

11190

13240

10980

10790

Resistenza ai funghi

3

3

3

2-3

2-3

3

2

(*) valor medio al 12 % di umidità

L’alburno di queste specie non è resistente agli attacchi di insetti

Legenda: Stabilità: S: stabile, MS: moderatamente stabile, PS: poco stabile

Durabilità naturale nei confronti dei funghi lignivori: Classe 1 molto durabile, Classe 2 durabile, Classe 3 moderatamente durabile, Classe 4 poco durabile, Classe 5 non durabile.

Nella costruzione di mobilia di pregio è si usano anche specie del genere Dalbergia (Palissandri, Ebano). Dopo un’esplosione negli anni cinquanta (con il successo dei mobili “Svedesi”) si è ridimensionato l’uso del Teck (Tectona grandis L.). Tra le conifere un posto particolare occupa il citato Pino cembro, senz’altro la specie più pregiata fra le conifere europee.

Per quanto riguarda la costruzione di giocattoli va detto che l’aspetto del materiale ha poca o nessuna importanza, dato che questi oggetti vengono quasi sempre verniciati. Quindi una caratteristica desiderabile è la verniciabilità (e l’incollabilità).

Dal punto di vista meccanico va ricordato che in genere gli elementi a sbalzo sono riportati (non ricavati per intaglio come nelle statue), mentre gli organi in movimento o comunque soggetti ad attrito (ruote perni, sedi dei perni ecc.) devono essere realizzati con legni più duri. Un certo spazio in queste applicazioni ha il faggio che in falegnameria trova impiego più che altro per telai di sedie a buon mercato. È poi, ovviamente, fondamentale che il materiale impiegato nei giocattoli (legno e sostanze ancillari come colle, vernici ecc.) non determini irritazioni da contatto o (anche se nel loro uso non dovrebbe presentare questa situazione) emissione di polveri irritanti.


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