Come posso stabilire la classe di resistenza di travi ottenute per scortecciatura di un albero?

anonimo: Devo progettare la ricostruzione di una copertura in alta montagna a struttura lignea e manto in lastre di pietra. Le travi principali attuali sono state ricavate direttamente dall’albero (larice o abete) con rimozione della corteccia e parziale regolarizzazione sui 4 lati soltanto in prossimità della base. I diametri medi variano tra i 40 e 47 cm.
Per ragioni architettoniche devo mantenere la stessa tipologia di struttura.
Secondo alcuni fornitori di legname non esisterebbe una normativa specifica per questo tipo di trave (mediamente a sezione tonda). Per effettuare il dimensionamento come posso stabilire la classe di resistenza ed inoltre per il calcolo del modulo di resistenza a flessione posso considerare la sezione circolare media?

ultimo aggiornamento
15.12.2016 (02.12.2016)
Nr.: 17815


Risposta team esperti Marco Luchetti:

Genericamente e prescindendo dalle casistiche definite all’interno di specifiche Valutazioni Tecniche Europee (ETA) in relazione ad elementi in legno massiccio, le cui tolleranze di smusso eccedono 1/3 della dimensione della faccia, la UNI EN 14081-1 non trova applicazione.

In quel caso il produttore deve provvedere a qualificare il proprio stabilimento presso il Servizio Tecnico Centrale secondo quanto indicato al punto B del cap. 11.1 delle Norme Tecniche per le Costruzioni.

Per quanto riguarda le modalità di classificazione secondo la resistenza e attribuzione degli stessi ad una classe di resistenza alla UNI EN 338, il produttore deve far riferimento a quanto indicato dalla Circolare Esplicativa del 2.2.2009 di cui il punto C11.7.2 “legno con sezioni irregolari”:

“in assenza di specifiche prescrizioni, per quanto riguarda la classificazione del materiale, si potrà fare riferimento a quanto previsto per gli elementi a sezione rettangolare, senza considerare le prescrizioni sugli smussi e sulla variazione delle sezione trasversale, purché nel calcolo si tenga conto dell’effettiva geometria delle sezioni trasversali”

A tal proposito si aggiunge solo che, vista la difficoltà nel verificare puntualmente la sezione trasversale, il progettista incaricato potrà far riferimento, in via cautelativa, al cerchio inscritto alla sezione nel punto entro quale la sezione stessa è più piccola (nel caso si tratta di elementi che seguono la rastremazione del fusto).


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