Quale è la durabilità  dell'Iroko?

anonimo: Ho un tetto in laterocemento alla canadese e per la sostituzione di un lucernaio su uno scanso esistente con uno nuovo (di dimensioni diverse in quanto obsoleto ) l'impresa addetta propone la realizzazione di un supporto in legno iroko esterno dove verrà  fissato il nuovo articolo.
Essendo un posto difficilmente raggiungibile per evitare manutenzioni esternamente mi viene proposto di proteggerlo attorno con guaina bituminosa ma senza ulteriori trattamenti in quanto questo legno è "eterno". A vostro modo giudizio questo legno soggetto al calore d'estate e al freddo puo garantire nel tempo l'applicazione? Ci devono essere degli accorgimenti particolari da tenere conto? E' suggeribile fare eseguire trattamenti prima dell'applicazione? Ho letto su alcuni articoli che con sbalzi di temperatura puo crepare facilmente rispetto al teak è vero?

ultimo aggiornamento
10.10.2014 (23.07.2014)
Nr.: 15677


Risposta team esperti Ing. Massimo Del Senno:

Definire un materiale »eterno« è un tantino audace, in particolare nel caso della specie citata (Iroko Chlorophora excelsa) ad un comportamento ai funghi decisamente buono (classe di durabilità  1- 2, cioè da molto durabile a durabile) e ad una buona resistenza alle termiti (classe D, durabili) si associa una suscettibilità  dell’alburno agli attacchi di insetti: essendo il durame differenziato si puo evitare che il materiale impiegato contenga alburno e realizzare un manufatto che, utilizzando gli accorgimenti costruttivi che evitino l’umidificazione permanente, puo affrontare un impiego corrispondente alla classe di rischio 3 (secondo UNI EN 335) senza necessità  di trattamenti preventivi e successive operazioni di manutenzione.

Quanto agli effetti degli sbalzi di temperatura, a rigore nel legno non è la variazione di temperatura che provoca variazioni dimensionali, ma quella di umidità , quindi gli sbalzi di clima devono essere tali da spostare l’umidità  di equilibrio. In genere l’inerzia dell’umidità  del materiale (salvo nel caso di elementi molto sottili) impedisce risposte significative a variazioni »a picco«. I maggiori coefficienti di ritiro dell’Iroko rispetto a quelli del Teak giustificherebbero un migliore comportamento di quest’ultimo, ma questo è valido solo per il Teak di foresta e non per quello di piantagione, che oggi rappresenta la maggior parte di quello (legalmente) disponibile sul mercato e che ha caratteristiche di durabilità  significativamente inferiori..

Si riportano di seguito le principali caratteristiche meccaniche dell’Iroko e una tabella comparativa dele proprietà  igroscopiche di Teak e Iroko. 

IROKO Fonte:CIRAD

Proprietà  fisiche

 

 

Proprietà  meccaniche

 

 

 

Media

Deviazione standard

 

Media (MPa)

Deviazione standard

Massa volumica (al 12% di umidità )

0,64 g/cm3

0,06

Res. a compressione assiale

54

6

Durezza Monin

4,1

0,9

Res. a flessione statica

87

15

Durabilità  e impregnabilità 

Funghi

Classe 1 - 2

Da molto durabile a durabile

Insetti

 

Durame ben differenziato Alburno non durabile

Termiti

Classe D

durabile

Impregnabilità 

4

impermeabile

Classe di rischio biologico

3

Non a contatto col suolo, esposto direttamente alle intemperie

 

Teak

Iroko

 

Media

Deviazione standard

Media

Deviazione standard

Coeff Ritiro volumetrico

0,34 %

0,07

0,44 %

0,07

Ritiro tangenziale totale

4,7%

0,8

5,4%

0,7

Ritiro radiale totale

2,6%

0,4

3,5%

0,4

Punto di saturazione

24%

 

23%

 

Stabilità 

stabile

moderatamente stabile

Il durame di Chlorophora excelsa non soddisfa i requisiti per la classe di rischio biologico 4 (uso in condizioni di umidità  sempre > 20 % e a contatto col suolo), ma con opportuni accorgimenti costruttivi che evitino ristagni d’acqua si puo usare all’esterno senza ricorrere a trattamenti preservanti 


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