Vi è obbligo di denuncia attività  anche per i centri di lavorazione siti all’estero?

anonimo: La nostra azienda si occupa di costruzione di edifici in legno a telaio o xlam. Le strutture a telaio vengono acquistate all'estero. Il nostro fornitore estero ha ottenuto il rilasco dell'ETA in questi giorni. Abbiamo pareri contrastanti da parte del STC, da parte di tecnici e direttori dei lavori, sulla necessità  di ottenere l'attestato di inizio attività  quale centro trasformazione e taglio. Premetto che ogni lavorazione viene fatta presso lo stabilimento della Slovenia. In Italia vengono solo assemblate le pareti che arrivano già  complete degli infissi. Ci siamo imbattuti anche in una Provincia che non si accontenta nemmeno dell'ETA perchè ci chiede il certificato CE.
Riuscite a darci cortesemente dei chiarimenti?

anonimo: Vorrei iniziare a collaborare come consulente commerciale, progettista e direttore dei lavori con un'azienda nordeuropea (paese UE): sono produttori di case a telaio, producono sia prodotti di serie (a catalogo) e sia prodotti personalizzati su progetto, sempre in regime di prefabbricazione spinta; in cantiere arrivano gli elementi con un alto grado di prefabbricazione. Si tratta di un centro di trasformazione situato in paese UE che usa tutti materiali marcati CE che l'azienda acquista e reperisce presso altri fornitori. L'azienda non possiede nessun tipo di certificazione, (ma vanta un'esperienza centennale). Anche in questo caso il centro di lavorazione deve depositare denuncia di attività  al Servizio Tecnico Centrale? O è solo sufficiente l'utilizzo di materiali marcati CE? Nel caso di realizzazioni su progetto (il 90% dei miei casi), si tratterebbe di prodotti fabbricati in esemplare unico, quindi secondo art.12 del DPR n.246 del 1993: "Per i prodotti fabbricati in esemplare unico il fabbricante o il suo mandatario adotterà  per la dichiarazione di conformità  la procedura n. 3 prevista al comma 1 dell'art. 7, salvo disposizione contraria definita dalle autorità  comunitarie, relativa a prodotti che possano avere degli effetti particolarmente importanti sulla salute e sulla sicurezza." la cui procedura 3 recita al comma 1 dell'art. 7: "Procedura n. 3: 1) prove del tipo iniziale del prodotto da parte del fabbricante; 2) controllo di produzione nella fabbrica. 2. Per controllo di produzione nella fabbrica si intende il controllo interno permanente della produzione, effettuato dal fabbricante. Tutti gli elementi, requisiti e disposizioni adottati dal fabbricante devono essere documentati sistematicamente sotto forma di modalità  e procedure scritte. Questa documentazione del sistema di controllo della produzione deve garantire una comune interpretazione delle garanzie di qualità  e permettere di ottenere le caratteristiche richieste per un prodotto nonché di controllare che il sistema di controllo della produzione funzioni efficacemente." Questa procedura deve essere eseguita da un'organismo certificatore o potrebbe essere eseguita direttamente dal fabbricante sottoforma di autodichiarazione?

anonimo: Stiamo progettando una struttura platform frame dove pero i montanti sono costituiti da due profili di GL24h lamellare 8x12 accoppiati mediante due pannelli OSB/3 s = 15mm, così come previsto nell'Eurocodice 5_1-1-2009 fig 9.1, "travi ad anima sottile" per arrivare a costituire un montante di ingombro pari a 15x40. Il telaio sarà  poi controventato da pannello OSB/3 all'esterno e pannello in gesso fibra all'interno, opportunamente chiodati. In un sistema di questo tipo, a quanto mi risulta non esiste una ETAG di riferimento, pertanto quali sono le certificazioni che dovrà  fornire l'impresa che realizzerà  in opera l'edificio?

ultimo aggiornamento
10.10.2014 (26.11.2012)
Nr.: 14477


Risposta team esperti Marco Luchetti:

Centro di lavorazione: obbligo di denuncia di attività 

Relativamente la fase di lavorazione si ricorda quanto espresso dalla Circolare Esplicativa del 2.2.2009 al par. C10.7.10 »Procedure di qualificazione e accettazione«: 

»Gli stabilimenti nei quali viene effettuata la lavorazione degli elementi base per dare loro la configurazione finale in opera («¦) sono da considerarsi (..) dei Centri di lavorazione. Come tali devono documentare la loro attività  al Servizio Tecnico Centrale, (..) ogni Centro di lavorazione deve depositare presso il Servizio Tecnico Centrale il disegno del proprio marchio, che deve essere impresso in modo permanente (anche mediante etichettatura etc.) su ogni elemento lavorato .« 

E’ orientamento del Servizio Tecnico Centrale del CSLP richiedere anche per i centri di lavorazione siti all’estero e che lavorano materiale marcato CE relativo attestato di denuncia di attività  così come indicato all’interno della Circolare Esplicativa sopra richiamata. 

Sistemi costruttivi: il benestare tecnico europeo

Innanzitutto va ribadito l’orientamento (come indicato dalla attuale Direttiva Prodotti da Costruzione, ma anche dal futuro Regolamento 305/2011) che vuole l’attivazione dell’ETA »a richiesta del fabbricante«, così che, se il produttore non richiede l’ETA, non potrà  parlarsi di alcuna obbligatorietà  con riguardo a quella produzione. In altre parole non puo parlarsi di obbligo quando la procedura è ad iniziativa del soggetto interessato, ovvero attivabile a sua richiesta. 

Un ulteriore appunto deve essere fatto in considerazione dell’imminente entrata in vigore del CPR (Regolamento 305/2011). In particolare nella parte in cui è dato leggere espressamente che assumono natura e funzione di »documenti per la valutazione europea« gli ETA pubblicati prima del 1° luglio 2013 e laddove si riconosce, per tutta la loro durata, natura e funzione di »valutazioni tecniche europee« ai benestare tecnici rilasciati prima del 1° luglio 2013. Il che significa che anche l’ETA eventualmente ottenuto a giugno 2013 avrà  la sua validità  per cinque anni come valutazione tecnica europea del nuovo CPR e non dovrà  essere annullata, rivista o rimessa in discussione. Peraltro, data la sua attivazione a richiesta, la valutazione tecnica europea, che dovrebbe corrispondere all’attuale ETA, anche nel nuovo CPR risulta espressamente conseguire »su richiesta del fabbricante«.

Viste le premesse di cui sopra che vede l’ETA attivabile su richiesta del fabbricante e le prossime evoluzioni normative, risulta indispensabile per l’ottemperanza alle Norme Tecniche per le Costruzioni procedere a qualificare / certificare il prodotto utilizzato così come descritto al par. 11.7 delle NTC. 

A tale conformità  di prodotto, anche i centri di lavorazione (C11.7.10 »Gli stabilimenti nei quali viene effettuata la lavorazione degli elementi base per dare loro la configurazione finale in opera («¦.), sia di legno massiccio che lamellare, sono da considerarsi a tutti gli effetti dei Centri di lavorazione. Come tali devono documentare la loro attività  al Servizio Tecnico Centrale, il quale, ultimata favorevolmente l’istruttoria, rilascia un Attestato di denuncia di attività , recante il riferimento al prodotto, alla ditta, allo stabilimento, al marchio. Circa quest’ultimo aspetto, si precisa che ogni Centro di lavorazione deve depositare presso il Servizio Tecnico Centrale il disegno del proprio marchio, che deve essere impresso in modo permanente (anche mediante etichettatura etc.) su ogni elemento lavorato«) devono procedere alla relativa denuncia di attività .


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