Vorrei avere dei chiarimenti sul problema della fessurazione del legno

gianluca angelini, LU (Ingegnere): Vorrei avere maggiori chiarimenti sul problema della fessurazione del legno.

ultimo aggiornamento
08.09.2010 (26.08.2010)
Nr.: 10847


Risposta team esperti Ing. Mauro Andreolli:

Molte delle particolarità  tecnologiche che distingono il legno da altri materiali derivano dalla sua spiccata affinità  per l'acqua e dal fatto che i tessuti legnosi sono ricchi di acqua, sia sotto forma liquida (legno fresco) sia come costituente delle pareti cellulari. Il legno è dunque un materiale igroscopico soggetto a fenomeni di scambio di acqua con l'ambiente esterno (accumulo o cessione), scambi che possono causare a livello macroscopico, all'interno di un intervallo dei possibili valori di umidità  a cui un pezzo di legno puo equilibrarsi, la comparsa di variazioni dimensionali e fessurazioni.

A causa dell'anisotropia dei ritiri ( il ritiro in direzione assiale e sempre molto piccolo in confronto a quello in direzione tangenziale, mentre il ritiro in direzione radiale e pari alla metà  del tangenziale), nel caso di una perdità  di acqua (essiccazione) avremo così la comparsa di deformazioni, ovalizzazione dei fori, fessurazioni a V negli assortimenti con midollo incluso e imbarcamento delle tavole tangenziali.
Il fenomeno del ritiro del legno massiccio è dunque un evento inevitabile. Nel suo particolare caso la comparsa di fessurazioni negli elementi in legno massiccio è dovuta all'essiccazione naturale causata dall'esposizione diretta al sole e all'aria.
La porzione periferica dell'elemento raggiunge rapidamente una umidità  che innesca il fenomeno del ritiro, mentre gli strati sottostanti non subiscono almeno in una prima fase al cambiamento nel contenuto di umidità .
La conseguenza è la comparsa di fini fessurazioni longitudinali da ritiro che consentono un piö rapido afflusso di aria esterna (secca) che favorisce la perdita di umidità  degli strati interni e il raggiungimento di una condizione di equilibrio.
Le fessurazioni da ritiro, che possono assumere la forma di fessure a V negli assortimenti che contengono il midollo centrale e quando vi è una grande differenza tra ritiro tangenziale e radiale (le grandi fessurazioni a V sono proprie delle latifoglie piö pesanti: querce, faggio, ecc..), sono quindi da considerarsi un fenomeno fisiologico e non un indice di bassa qualità  del materiale o della presenza di difetti.
Inoltre non è detto che una volta in opera gli elementi non riassorbano parte dell'acqua persa andando così a chiudere parzialemente le fessurazioni da ritiro.
Le lesioni, i difetti o anomalie del legno sono sicuramente di altra natura, ad esempio la fibratura deviata o elicoidale, la cipollatura, la presenza di nodi morti, il legno di reazione, attacchi di insetti o di funghi e non connesse con la perdita di umidità  conseguente alla stagionatura all'aria libera
Va peraltro sottolineato come una corretta conservazione del materiale in cantiere ed una adeguata stagionatura del materiale in funzione delle condizioni termoigrometriche di impiego sono due fattori utili a contenere variazioni dimensionali e comparsa di fessurazioni da ritiro.


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