Vorrei una vostra valutazione sulle soluzioni che prevedono un blocco di vetro cellulare tra la platea di fondazione e la parete in XLAM.

anonimo: Sono un architetto e lavoro ormai da qualche anno con sistemi in legno specialmente in XLAM. In questo periodo sto lavorando come assistente universitario e in un corso di tecnologia mi sta capitando di vedere soluzioni che prevedono un blocco di vetro cellulare tra la platea di fondazione e la parete in XLAM. Per essere piö chiaro il blocco di vetro cellulare viene utilizzato al posto del "dormiente" e la parete è appoggiata e fissata sopra al blocco di vetro. Io sto esprimendo le mie perplessità  a riguardo ma è una soluzione possibile? E nel caso, in che modo si fissa la parete in legno al vetro cellulare? È possibile utilizzare hold down piö lunghi per consentire l'inserimento di un blocco di vetro come isolamento?

ultimo aggiornamento
30.09.2014 (05.03.2014)
Nr.: 15401


Risposta team esperti Ing. Andrea Bernasconi:

Quello dell'isolamento fra le fondamenta e la struttura dell'edificio è un tema tanto attuale quanto perverso. Si cerca di risolvere il (presunto) ponte termico locale dato dal contatto della struttura con le fondamenta tramite la separazione fisica di questi due elementi, inserendo un materiale isolante fra i due. Tenendo in debito conto che si tratta di un collegamento strutturale, dove le forze sono trasmesse per contatto, risulta piuttosto delicato inserire fra i due elementi strutturali un materiale isolante, che per sua natura non ha caratteristiche strutturali interessanti. La cosa è ragionevolmente fattibile solo in caso di sollecitazioni strutturali ridotte - cioè di elementi strutturali sovradimensionati - e di carichi estremamente ridotti - tanto ridotti da poter essere assorbiti dall'elemento coibentante inserito.

In altre parole: l'interruzione strutturale tramite un materiale isolante è e resta una interruzione strutturale, cioè un punto debole, cioè una "falla" nel flusso di forze. Con soluzioni di questo genere non sarà  mai possibile realizzare strutture portanti per esigenze elevate. La domanda se sia interessante introdurre nella struttura un indebolimento di questa portata, per eliminare un presunto ponte termico, è non solo lecita, ma d'obbligo. Dal punto di vista dello strutturista la risposta è molto chiara: soluzioni di questo tipo sono accettabili solo quando le sollecitazioni sono tali da poter considerare e verificare gli elementi isolanti come parte integrante della struttura. E questi elementi determinano e limitano le prestazioni strutturali globali.

L'impiego di hold-down - o di altri connettori piö prestanti - per trasmettere le forze di trazione aggirando lo strato debole, è senz'altro corretto e adeguato. Ma cio non impedisce la riduzione di prestazione strutturale del collegamento fra struttura e fondamenta per il caso principale delle forze di compressione.

Concludiamo riaffermando che la soluzione indicata nella domanda non è per principio scorretta, ma implica per principio una limitazione importante della capacità  strutturale del collegamento fra struttura e fondamenta, riducendo di fatto le prestazioni della struttura. Si tratta di una soluzione poco confacente ai principi della corretta concezione strutturale e riservata a costruzioni con strutture poco sollecitate.


La mia domanda alla redazione...

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