Dovrei realizzare una casetta abitabile e sono indeciso tra l'abete o il pino.

anonimo: Dovrei realizzare una casetta abitabile e sono indeciso tra l'abete o il pino.
Vorrei sapere quali dei due è preferibile a livello di durata alle intemperie.
La ditta mi stà  orientando sul pino perchè, adetta loro, ha meno movimenti ed è piö resistente. Inoltre vorrei sapere se a livello di venutare il pino ne ha di piö.

ultimo aggiornamento
10.10.2014 (21.04.2011)
Nr.: 11739


Risposta team esperti Ing. Roberto Tomasi:

Difficile dare una risposta senza conoscere la tipologia costruttiva oggetto della domanda. Si sta parlando di struttura portante lignea o semplicemente di rivestimento ligneo? Nel primo caso la scelta dal punto di vista tecnico è legata principalmente alla classe di resistenza del materiale, che viene classificato secondo resistenza indipendemente dalla specie legnosa: nel caso del legno massiccio di conifera e di latifoglia abbiamo rispettivamente la classe Cx e Dx, dove "x" sta ad indicare il valore di resistenza caratteristica a flessione dell'elemento strutturale, nel caso del legno lamellare si indica la classe GLx, ove "x" sta ad indicare di nuovo il valore di resistenza caratteristica a flessione. La limitazione dei "movimenti" del materiale si puo ottenere con una corretta stagionatura degli elementi strutturali da mettere in opera, mentre si dovrebbe escludera la possibilità  che gli elementi strutturali lignei siano soggetti direttamente alle intemperie. Se si sta pensando invece a facciate di rivestimento in legno la decisione tra una specie legnosa o un altra è legata spesso alla maggiore durabilità  naturale: nel pino il durame rientra nelle classi 3 e 4 (da mediamente a poco durevole), mentre l’alburno è particolarmente attaccabile dai funghi cromogeni, per cui è raccomandabile lavorare il legno appena dopo il taglio. L’alburno si impregna bene, il durame difficilmente. L’abete rientra nella classe di durabilità  4 (poco durevole), sia alburno che durame sono attaccabili da tarli ed Hylobius. l’impregnabilità  è scarsa per il legno secco. Nel caso dei rivestimenti si parla in ogni caso di elementi sacrificali, destinati ad essere manutentati periodicamente e sostituiti dopo un certo numero di anni.


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